Deposito Christian Stein
La Galleria Christian Stein riapre gli spazi ex-industriali alle porte di Milano in occasione dei sessant'anni di attività. Esposte le grandi installazioni degli artisti storici e delle generazioni successive che hanno segnato l'identità della galleria dal 1966 ad oggi.
Gli ampi depositi della Christian Stein si configurano come un ambiente in cui le opere non sono semplicemente conservate, ma continuamente messe in relazione secondo una logica di archivio dinamico. Una vocazione espositiva già emersa in anni recenti: tra il 2014 e il 2019, la sede di Pero aveva infatti accolto una serie di mostre antologiche di valenza museale dedicate agli artisti della galleria. Con questa riapertura, dunque, il Deposito Christian Stein si propone non solo come semplice luogo di conservazione, ma come spazio in cui le opere si depositano, si stratificano e si trasformano insieme alle relazioni e alle storie che le attraversano. Un'antologia in divenire, in cui il tempo si accumula e rimane attivo.
Il rinnovato ruolo espositivo del Deposito si inscrive inoltre nella storia della galleria, da sempre caratterizzata da una particolare attenzione al rapporto tra opera e spazio. Dalla prima sede torinese di via Teofilo Rossi, aperta nel 1966, fino alla casa-galleria di Piazza San Carlo, e poi agli ambienti milanesi di via Lazzaretto e Corso Monforte, le sedi della Galleria Christian Stein hanno operato non come semplici contenitori, ma come condizioni attive, in dialogo con le pratiche degli artisti presentati.
In questa prospettiva, i depositi di Pero rappresentano una naturale estensione di una precisa attitudine, inaugurata con i protagonisti dell'Arte Povera e che, ancora oggi, permane come eredità per le nuove generazioni. Si tratta di un'attitudine a guardare al luogo come mai neutro, e alla possibilità che questo diventi spazio nel momento in cui l'opera, anch'essa mai imparziale, entra nel suo campo visivo. Al contempo, l'opera stessa si determina nel momento in cui prende forma nel contesto che la accoglie, in risposta a specifiche coordinate architettoniche e ambientali.
Sulla scia di questa storia, a Pero, appena fuori Milano, in ampi capannoni industriali, trovano sede i depositi Stein: una stratificazione di opere, esperienze e relazioni che conserva e al contempo rinnova il percorso iniziato nel 1966, reinterpretandolo come archivio vivo.
La Galleria Christian Stein nasce in un spazio espositivo che Mme Margherita Stein (alias Christian Stein) apre in via Teofilo Rossi 3, a Torino, e in cui espone, dal 1966, giovani artisti italiani, talvolta anche in dialogo con figure internazionali. Questa sede si configura fin da subito come un luogo di sperimentazione e vivacità, attraversato anche da una certa leggerezza, in linea con le prime ricerche degli artisti presentati. In questa sede nel 1967 Alighiero Boetti tiene la sua prima personale.
Dal 1972, la galleria si sposta in Piazza San Carlo, sempre a Torino: uno spazio che era al contempo galleria e casa di Mme Stein. L'idea di intrecciare nello stesso posto la dimensione privata e quella espositiva non è né casuale né scontata. Se i collezionisti vivono con le opere, integrandole nel proprio orizzonte quotidiano, qui il legame si fa ancora più forte: l'opera non è più solo oggetto, ma comportamento, attitudine a una condizione presente. In questo contesto, anche gli artisti entrano a far parte di quella quotidianità. Conseguenza naturale di questo concetto è la casa-galleria, che negli anni si lascia abitare e ristrutturare: mostre che permangono e si trasformano, anche per un anno intero, come nel caso di "Le stanze" di Pistoletto, o interventi che ristrutturano l'architettura stessa, come nella celebre mostra delle "Italie" di Fabro.
Il successivo trasferimento, tra gli anni Ottanta e Novanta, a Milano, nella sede proto-industriale di via Lazzaretto 15, risponde a una nuova esigenza: aprire il campo, lavorare su una scala diversa. Qui prendono forma grandi installazioni di Anselmo, Merz, Fabro, Kounellis, Zorio, in una condizione ormai matura, che riflette quella degli artisti stessi. A questa si affianca la sede di Corso Monforte 23 nel cuore di Milano, ancora oggi fulcro espositivo della Christian Stein, che ospita inediti progetti site-specific.
Sulla scia di questa storia, a Pero, appena fuori Milano, in ampi capannoni industriali, trovano sede i depositi Stein: una stratificazione di opere, esperienze e relazioni che conserva e al contempo rinnova il percorso iniziato nel 1966, reinterpretandolo come archivio vivo.
Foto Agostino Osio, Simone Brambilla.